Le prestazioni previdenziali

Per i lavoratori extracomunitari vige il principio di parità di trattamento con i lavoratori italiani. Pertanto per costoro valgono le norme vigenti di tutela previdenziale e assistenziale garantita ai lavoratori italiani. 

Rispetto a questo principio generale sono presenti nella nostra legislazione due eccezioni: [a] i lavoratori stagionali non hanno diritto alla disoccupazione involontaria e all’assegno al nucleo familiare; [b] i lavoratori non più soggiornanti in Italia, se assunti a partire dal 1 gennaio 1996, possono percepire la pensione di vecchiaia al compimento del 66° anno di età anche se non hanno i 20 anni di contribuzione previsti.

Pensione ai lavoratori ancora in Italia

Pensione di vecchiaia con il sistema retributivo o misto (lavoratori stranieri assunti prima del 1 gennaio 1996)

Anno 2016
Contributi:
–  20 anni di anzianità contributiva

Età:
–  66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti e autonomi
–  65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti che lavorano nel settore privato
–  66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome

Pensione di vecchiaia con il sistema contributivo (lavoratori stranieri assunti dopo il 1 gennaio 1996)

Anno 2016
Contributi:
–  20 anni di anzianità contributiva e una pensione di almeno 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale

Età:
–  66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti e autonomi
–  65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti che lavorano nel settore privato
–  66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome

In assenza di tali requisiti i lavoratori stranieri assunti dopo il 1 gennaio 1996 potranno andare in pensione al compimento dei 70 anni di età e 7 mesi e con 5 anni di contribuzione.

Pensione ai lavoratori non più in Italia

Pensione di vecchiaia con il sistema retributivo o misto (lavoratori stranieri assunti prima del 1 gennaio 1996)

Anno 2016

Contributi:
–  20 anni di anzianità contributiva

Età:
–  66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti e autonomi
–  65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti che lavorano nel settore privato
–  66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome

Pensione di vecchiaia con il sistema contributivo (lavoratori stranieri assunti dopo il 1 gennaio 1996)

Anno 2016
Contributi:
–  contribuzione assicurativa effettivamente versata, anche in deroga al minimo contributivo vigente fissato in 5 anni (è sufficiente quindi anche un’unica settimana contributiva)

Età:
–  66 anni e 7 mesi per i lavoratori e le lavoratrici

 

 

Assicurazioni contro gli infortuni e le M.P.

Sulla base del principio generale della parità di trattamento con i lavoratori italiani, per i lavoratori extracomunitari valgono le norme relative all’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali. Ai lavoratori stranieri vengono quindi garantiti tutti i diritti previdenziali e di tutela in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale derivanti dall’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa (quando la prestazione rientri tra quelle indicate dalla legge come esposte a rischio). Il lavoratore fruisce di tutte le prestazioni previste per il lavoratore italiano anche quando il rapporto di lavoro è svolto nelle more del rilascio di primo permesso o del rinnovo del permesso.
Inoltre il lavoratore ha diritto alle prestazioni sanitarie ed economiche anche nel caso il datore di lavoro non abbia ottemperato agli obblighi di legge o non sia in regola con il pagamento dei contributi assicurativi. 

Il lavoratore ha sempre diritto alle medesime prestazioni anche quando l’infortunio o la M.P. si siano verificati per colpa sua purché non vi sia dolo. 

L’INAIL ha chiarito che il diritto al principio dell’automaticità delle prestazioni spetta anche al lavoratore straniero non solo in condizione di irregolarità contributiva ma anche irregolarmente soggiornante in Italia.

 

Assegno al nucleo familiare

L’assegno al nucleo familiare (ANF) è una prestazione istituita per aiutare le famiglie con un reddito inferiore a determinati limiti stabiliti ogni anno dalla legge (periodo 1° luglio – 30 giugno). L’assegno è concesso su domanda e il suo ammontare dipende dal numero dei componenti il nucleo familiare e dai redditi complessivi percepiti da tutti i componenti. 
I familiari per cui è possibile chiedere l’assegno sono:

•  il coniuge
•  i figli minori o maggiorenni inabili
•  in alcuni casi particolari anche ai figli fino a 26 anni, ai fratelli, alle sorelle e ai nipoti.

Gli stranieri titolari di permesso di soggiorno per asilo politico o protezione sussidiaria hanno diritto a percepire gli ANF per i familiari residenti all’estero.

In virtù di specifiche convenzioni stipulate con l’Italia hanno diritto a percepire gli ANF per i familiari residenti all’estero anche i cittadini provenienti da Capo Verde, Ex Jugoslavia, Bosnia, Macedonia, Liechtenstein, Principato di Monaco, San Marino, Svizzera e Tunisia. 

Infine, ne hanno diritto anche i lavoratori stranieri che, pur non provenendo da Paesi convenzionati con l’Italia, hanno la residenza legale in Italia ma sono stati assoggettati ai regimi previdenziali di almeno due Stati membri.

 

Prestazioni a sostegno del reddito disoccupazione

Lavoratori Stranieri 

Le prestazioni di disoccupazione vengono erogate nel paese in cui si verifica l’evento. Per raggiungere i requisiti di anzianità contributiva utili a maturare il diritto alla prestazione si possono cumulare i periodi di lavoro svolti nei paesi UE o in altri paesi legati all’Italia da una apposita convenzione. 
Poiché la prestazione non è esportabile fuori dai paesi UE o dai paesi legati all’Italia da una convenzione bilaterale, è necessaria un’apposita dichiarazione per eventuali periodi di residenza in paesi diversi. Per i lavoratori extracomunitari, provenienti da paesi non in Convenzione con l’Italia, la prestazione non viene corrisposta nei periodi in cui non risiedono in Italia, salvo per i periodi di assenza relativi a gravi e documentati motivi. 

Espatrio 

Le prestazioni non vengono corrisposte per il periodo in cui il disoccupato espatria in Paesi non membri dell’Unione Europea o non convenzionati. 
I lavoratori che espatriano per “brevi periodi” conservano invece il diritto alla prestazione in caso di espatrio per gravi e comprovati motivi di salute o di famiglia (es. lutto familiare, congedo matrimoniale, ecc.). Gli assicurati devono però presentare idonea documentazione attestante i motivi dell’espatrio.


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In assenza di tali requisiti i lavoratori stranieri assunti dopo

 

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