Dal Papa allarme migranti: “Alcuni campi sono lager”. E sul caso Regeni: “Il Vaticano si è mosso”

La Repubblica VATICANO Durante il volo di ritorno dal Cairo, Francesco parla dei rifugiati e apprezza gli sforzi dell’Italia. Risposte sulla vicenda del ricercatore friulano ucciso ma non rivela i contenuti dell’incontro con il presidente Al-Sisi. Tra i temi dell’intervista: i populismi in Europa, le tensioni Usa-Corea del Nord, la situazione in Venezuela

di PAOLO RODARI

VOLO IL CAIRO-ROMA – “Sono preoccupato per il caso Regeni, la Santa Sede si è mossa”. Così Francesco durante il volo di ritorno dal Cairo, diciottesimo viaggio fuori i confini italiani. Il Papa parla del caso Regeni, dei populismi in Europa, della necessità che in Corea del Nord “si proceda con la strada della diplomazia”. “Una guerra allargata oggi – dice – distruggerebbe buona parte dell’umanità, è terribile. Fermiamoci! Serve una soluzione diplomatica e un intervento delle Nazioni Unite che hanno il dovere di riprendere la loro leadership perché si è un po’ annacquata”. È ancora il tempo di un partito dei cattolici? “No, non siamo nel secolo scorso”. “L’unico estremismo ammesso per i credenti – ha invece detto nella messa della mattina – è quello della carità”. Parole dure sui migranti insieme all’apprezzamento per gli sforzi dell’Italia: “Esistono dei campi per rifugiati che sono veri campi di concentramento”.

Ieri ha incontrato il presidente Al-Sisi: avete parlato di diritti umani e del caso di Giulio Regeni? Si potrà conoscere la verità?
“Quando sono con un capo di Stato in dialogo privato quello rimane privato, almeno che si sia d’accordo nel renderlo pubblico. Io ho avuto quattro dialoghi privati qui, e credo che se è privato, per rispetto, si deve mantenere la riservatezza. A proposito di Regeni: io sono preoccupato, e dalla Santa Sede mi sono mosso su quel tema, perché anche i genitori lo hanno chiesto. La Santa Sede si è mossa. Non dirò come ma ci siamo mossi”.

In generale lei ha parlato molto della terza guerra mondiale a pezzi. Ma sembra che questa guerra mondiale si sia concentrata in Corea del Nord. Trump ha mandato delle navi militari, la Corea del Nord ha minacciato di lanciare missili… Cosa vuole dire ai leader politici che hanno la responsabilità nel mondo?
“Li chiamo e li chiamerò a un lavoro per risolvere i problemi sulla strada della diplomazia. Ci sono i facilitatori, tanti nel mondo, i mediatori. Ci sono Paesi come la Norvegia, soltanto per fare un esempio, che è sempre pronta ad aiutare. La strada è il negoziato, la soluzione diplomatica, che è il futuro dell’umanità. Questa guerra mondiale a pezzi della quale parlo da due anni si è concentrata in punti che già erano caldi. La questione dei missili in Corea c’è da tempo e si è riscaldata troppo. Io chiedo di risolverla con la strada diplomatica. Perché una guerra allargata distruggerà non dico la metà dell’umanità, ma una buona parte dell’umanità sì. Sarebbe terribile. Guardiamo ai tanti Paesi che soffrono una guerra al loro interno, in Medio Oriente ma anche in Africa e nello Yemen. Fermiamoci! E cerchiamo una soluzione diplomatica. Credo che le Nazioni Unite abbiamo il dovere riprendere la loro leadership perché si è un po’ annacquata”.

Leggi l’articolo:
http://www.repubblica.it/vaticano/2017/04/29/news/papa_egitto_regeni_populismi_europa_corea_del_nord-164230637/


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La Repubblica VATICANO Durante il volo di ritorno dal Cairo

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