Alfano contro le Ong è lite con Orlando Gentiloni: ora basta

Il Messaggero > Primo Piano > Politica di Emilio Pucci

ROMA Senza se e senza ma. Angelino Alfano si schiera al fianco di Carmelo Zuccaro, il procuratore di Catania che ha aperto la riflessione sui presunti rapporti tra gli scafisti e alcune Ong impegnate nei soccorsi in mare al largo della Libia. «Ha ragione al 100% – taglia corto il ministro degli Esteri – ha posto una questione vera, occorre andare fino in fondo». Ed e’ scontro nel governo: «Si vede che Alfano quando era ministro degli Interni era distratto…», la reazione del Guardasigilli Andrea Orlando. Il ministro della Giustizia «è in campagna elettorale, assente da via Arenula. Le mie dichiarazioni avrebbe dovuto farle lui», la controreplica del leader di Ap.

L’ALTOLÀ DI PALAZZO CHIGI
Il premier Paolo Gentiloni, che al rientro da Bruxelles ha richiamato i ministri all’ordine («le polemiche pubbliche danneggiano il Paese»), cerca di frenare lo scontro: «Se ci sono da parte della magistratura delle informazioni attendibili e credibili non sarà certo il governo a contrastarle», premette, «ma distinguiamo questo dal fatto che per noi l’attività delle organizzazioni di volontariato è preziosa». Difesa l’attività delle Ong e chiesto alla magistratura di indagare, il premier fissa un punto fermo: i volontari che salvano vite umane «sono benvenuti». Sulla stessa lunghezza d’onda la responsabile della Difesa, Roberta Pinotti che al pari del ministro degli Interni, Marco Minniti, invita «a non generalizzare».

LE POSIZIONI
Ma torniamo al botta e risposta tra Alfano e Orlando. Per il ministro degli Esteri il rischio di una collusione tra le bande di criminali che organizzano le traversate dei migranti e alcune Ong è concreto e pone degli interrogativi. «Come fanno si chiede – alcune Ong, e non tutte a spendere tutti questi soldi solo con i finanziamenti dei sostenitori? Boh, vediamo. Bisognerà accertarlo». Toni duri perchè «sono degli ipocriti e dei sepolcri un po’ imbiancati tutti quelli che si indignano a comando». Ma nessuna generalizzazione: «Zuccaro non ha sparato su tutte le Ong», puntualizza Alfano che auspica che anche le altre procure si occupino di questa vicenda. «Alfano non si e’ accorto di nulla quando era al Viminale?», si chiede il ministro della Giustizia che dal canto suo invita Zuccaro a parlare con «atti giudiziari» e non con «dichiarazioni politiche». Questione soprattutto di «opportunità», insomma. Ancora più tranchant è il presidente del Senato, Pietro Grasso: «Mi pare un po’ fuori dall’ordinamento che un procuratore si possa pronunciare ancora prima che si facciano le indagini».

Per Grasso le valutazioni vanno fatte dopo l’istruttoria. Bacchettata anche al M5S che è «contro l’accoglienza e l’integrazione e questo fa male». La seconda carica dello Stato se la prende con Luigi Di Maio: «Una persona che ha un incarico istituzionale deve anche prevedere quelle che possono essere le strumentalizzazioni delle proprie dichiarazioni». Critiche che il vicepresidente della Camera rispedisce al mittente: «Non si accettano lezioncine sulla responsabilità» da parte di chi «ha deciso di prender parte alla fiera dell’ipocrisia. Attaccano Zuccaro perché indaga sul Cara di Mineo? La ridicola indignazione di questi giorni osserva l’esponente pentastellato – è la stessa di due anni fa, quando attaccavamo le cooperative che facevano business sull’immigrazione».

Pure Renzi accusa i grillini di soffiare sulla paura: «Non si spara nel mucchio, la differenza di fondo tra noi e M5S e Lega è che loro vogliono prendere voti con questa polemica, noi vogliamo fermare gli scafisti». Detto questo, il candidato alla segreteria dem prende posizione: «Siamo dalla parte di chi costantemente lavora per la legalità e quindi se ci sono delle prove noi siamo per i giudici e la difesa dei giudici vale per tutti». Cauto anche Antonio Tajani: «Le accuse alle Ong vanno dimostrate. Certo, preoccupa il fatto che la magistratura stia indagando su questa ipotesi di reato», dice il presidente del Parlamento europeo. Forza Italia presenterà mercoledì degli atti ufficiali sulle Ong, ma nel frattempo con Gasparri critica l’intervento del Csm. Cerca di far chiarezza Latorre che la settimana prossima consegnerà al governo i risultati dell’indagine conoscitiva della Commissione Difesa del Senato: «Ci concentriamo sui finanziamenti alle Ong, tre di queste, di origine tedesca, non hanno accettato il nostro invito ed è un motivo di preoccupazione». «Otto Ong operano in quella zona del Mediterraneo con tredici navi. Quello che finora è emerso – nota il senatore dem – è che c’è molta confusione, si lavora sul filo delle regole».
In serata l’attacco di Matteo Salvini, leader della Lega: denunciamo il Pd e il governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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